Il dolore è un segnale molto forte che, nel corso della nostra evoluzione, ha permesso di rafforzare i sistemi di difesa diretti alla conservazione dell’individuo e della specie.
Per questo le esperienze più dolorose vengono conservate dalla memoria del corpo, che diviene quindi un registro di molte vite e che richiama l’attenzione, attraverso la patologia, su eventi non risolti della storia personale e familiare.
Qualsiasi manifestazione patologica è una traccia somatica o psichica di qualcosa che si è consumato nel tempo, ogni persona è un “contenitore” vivente degli eventi vissuti dagli antenati, oltre che dei propri; le vertebre sono porte di accesso temporale, che riverberano in età ben precise riguardanti i lutti e i traumi.
La cronoriflessologia è una tecnica corporea di accesso rapido alle memorie traumatiche individuali e parentali, che permette di liberare la storia personale e familiare dal dolore dei traumi vissuti.
Come dice il dott. Di Spazio, “il dolore del ricordo è il ricordo del dolore“. La possibilità di equilibrare eventi di lutto e di dolore che, con puntualità sconcertante, si presentano nella storia familiare è straordinaria.
La tecnica riflessologica della cronoriflessologia spinale si pratica direttamente sulla colonna vertebrale con delle stimolazioni che variano da picchiettamenti cutanei a luce bianca riflessa con delle lampade.
Alla fine della seduta dopo una lunga ricerca effettuata sulla colonna vertebrale vengono applicati dei piccoli cerottini, su punti mirati che sono stati individuati.
Quanto avviene nel corso della nostra esistenza sembra che si registri non solo nelle aree cerebrali, ma anche in quelle spinomidollari. Quest’ultime in particolare sembrano atte a registrare eventi che abbiamo percepito come minacciosi o, in un linguaggio più moderno, stressanti.
Dal 1996 il dottor Vincenzo Di Spazio si dedica assiduamente allo studio e all’indagine di particolari punti cutanei, collegati alla memorizzazione di eventi stressanti, e che sono localizzati sui versanti laterali dei processi spinosi delle vertebre.
Si tratta di 24 coppie di punti (o meglio “placche cutanee” come specificherebbe il prof. Giuseppe Calligaris ), scaglionate dalla prima cervicale alla quinta lombare con esclusione del segmento sacrococcigeo.
Questi stessi punti sono perfettamente sovrapponibili ai cosiddetti punti Fuori Meridiano. (FM 12), denominati HuaTuojiaji, molto conosciuti in Medicina Tradizionale Cinese.
Si localizzano simmetricamente ai due lati dei processi spinosi del rachide mobile. In altre parole si tratta di 24 coppie di accessi paraspinali (complessivamente 48 punti) distribuiti dall’atlante alla 5° lombare compresa.
La loro denominazione deriva dalla figura del medico cinese Hua Tuo (141 – 208 d.C.), leggendario chirurgo, vissuto durante la Dinastia Han. Nel suo Atlante di Agopuntura Hempen descrive l’azione di questi punti come regolatori della circolazione energetica fra il Vaso Governatore (Du Mai) e il Meridiano della Vescica.